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Inhale / Inhabit

una performance di Jonathan Baldock e Florence Peake

dal 08/03/2017 al

In occasione di Conversation Piece | Part 3, a cura Marcello Smarrelli, l’artista Jonathan Baldock presenta una performance intitolata Inhale/ Inhabit, che si terrà mercoledì 8 marzo alle ore 19.00 e alle ore 20.00, in collaborazione con l’inglese Florence Peake, artista visiva, ballerina e coreografa.

La pratica artistica di Jonathan Baldock unisce pittura, scultura e arti applicate in suggestive installazioni che si ispirano al mondo ancestrale della mitologia, delle maschere, dei riti tribali e delle tradizioni folkloristiche. Sia nelle sculture-oggetto, che nei ricami, l’artista sembra rifarsi ai motivi classici, contaminati però da particolari elementi di disturbo, capaci di trasformare le figure in inquietanti artefatti che ricordano diverse etnie.
La performance si concentra sui limiti e le tensioni tra gli oggetti e il corpo in movimento, occupando gli spazi tra le opere in mostra, in modo da costruire dei sottili punti d’incontro. Florence Peake incarna un personaggio mitologico immaginario, nato da un portale cosmico per manipolare il tempo, capace di creare delle emozioni antiche, tra attesa e sensualità. Attraverso dei movimenti ritualizzati e connessi alle opere in mostra, l’artista crea dei nuovi ed astratti episodi narrativi offrendo, allo stesso tempo, momenti di fuga dalla realtà.

 

Lo scenario dell’azione sarà l’intervento di Baldock realizzato per Conversation Piece | Part 3, in cui l’artista ha scelto di focalizzare la sua attenzione sulla trasformazione degli elementi della figura umana in oggetti, lasciando emergere con forza la dimensione simbolica del corpo frammentato nell’era della sua oggettivizzazione. Gli arazzi e le sculture realizzate per la mostra sono iconograficamente ispirate a parti del corpo umano, in particolare agli occhi e alla bocca, interpretati come porte metaforiche capaci di mettere in comunicazione l’esterno del corpo con l’interno, le principali vie attraverso cui si nutre il corpo e la mente. Ma qualcosa di drammatico sembra avvenire e, come in un incantesimo, una foresta di rami cresce intorno a questi organi impedendogli di svolgere correttamente le loro funzioni vitali.

 

Jonathan Baldock (1980) vive e lavora a Londra. Mostre personali (selezione) The Skin I Live in, Nicelle Beauchene, New York (2016); The Soft Machine, Chapter Arts Centre, Cardiff;  Notes from the Orifice, Vitrine Gallery, Londra; Hot Spots, The Apartment, Vancouver; Warm  Bodies(con Olga Balema), Kunstvereniging Diepenheim, (Olanda) (2014) e A Strange cross between a Butcher`s Shop and a Nightsclub, Wysing Arts Centre, Cambridge (2013). Mostre collettive (selezione): Baldock Pope Zahle, Northern Gallery for Contemporary Art, Sunderland; Seepferdchen und Flugfische (touring), Arp Museum Bahnhof Rolandseck, Remagen (Germania) (2016); Archetypes, Power, and Puppets, College of Wooster Art Museum (CWAM), Wooster, OH (USA); Only the Lonely / Seuls les solitaires (a cura di Elina Suoyrjö), La Galerie centre d’art contemporain, Parigi (Francia). Le prossime mostre includono una doppia personale con l’artista Emma Hart Love Life, (PEER Londra, The Grundy, Blackpool (2016); and De La Warr Pavilion, Bexhill 2017). 

 

Florence Peake è un artista e una coreografa. Vive e lavora a Londra. Con un’ampia formazione in danza e pittura, la pratica performativa di Peake combina una grande varietà di linguaggi diversi – dal disegno alla scultura- relazionandoli con il corpo in movimento. I luoghi ed il pubblico, improvvisazioni o registrazioni, arguzia e umorismo sono elementi chiave del suo lavoro. I suoi progetti interdisciplinari, realizzati indipendentemente o attraverso collaborazioni, sono stati realizzati a livello interazionale dal 1995 a New York, San Francisco, Seattle, Praga, Svezia e Lettonia. Le opere di Peake sono inoltre state commissionate ed esposte in prestigiosi musei come la National Portrait Gallery (2008), National Review of Live Art (2009), Yorkshire Sculpture Park (2012), Baltic Centre for Contemporary Art (2013) e Hayward Gallery (2014).