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Capolavori che ritornano

dal 28/02/2008 al 15/06/2008

Centocinquanta opere di grandi maestri delle collezioni del Gruppo Banca Popolare di Vicenza saranno presentati nella prestigiosa sede espositiva della Fondazione Memmo in Palazzo Ruspoli a Roma in una grande mostra intitolata "Capolavori che ritornano" dedicata agli esiti culturali prodotti dal progetto decennale di recupero e di valorizzazione del patrimonio artistico espresso dai territori in cui opera il Gruppo.
La novità del taglio espositivo consiste nell'aver individuato alcuni momenti pittorici salienti – per livello e per firma - di proprietà bancaria, ai quali, autore per autore, saranno accostate per confronto e comparazione altre opere, soprattutto provenienti da grandi musei.

"La Madonna col Bambino" di Bartolomeo Montagna, assisa su un trono di marmi policromi, riccamente decorato, tiene un libro, allusione alla scrittura che profetizzava l'avvento di Cristo, mentre il Bambino accenna una carezza al volto materno.
E una tavola realizzata a Vicenza sul finire del 400, acquisita nel 1997 dalla Banca Popolare di Vicenza.
Primo di una lunga serie di dipinti che tendono a realizzare un progetto culturale ambizioso: recuperare in ogni parte del mondo, i capolavori dispersi della pittura veneta.
"Capolavori che ritornano" per ricostituire il tessuto, il mosaico delle correnti stilistiche, delle reciproche influenze tra artisti, del vivo contrasto territoriale della pittura veneta del Quattro-Cinquecento.
Tasselli che compongono questo incomparabile mosaico, sono tornati a Vicenza da Spagna, Francia, Austria, Inghilterra, Stati Uniti, rintracciati in collezioni private, sul mercato antiquario e nelle aste internazionali.
In mostra un Tintoretto, il bel "Ritratto di gentiluomo con cappa bordata di ermellino", un consistente gruppo di tele di Jacopo, Francesco e Leandro Bassano, tra cui un capolavoro come "La Madonna col bambino e S. Giovannino", già nella collezione Spencer, un Giandomenico Tiepolo con una "Testa di vecchio orientale".
Inoltre, importanti opere di Francesco Maffei, il maggiore pittore vicentino e veneto del 600, e del conterraneo di Giulio Carponi, di carattere allegorico e mitologico: "Allegoria dell'Estate", "Diana e Endimione", "il Ratto di Deianira".
Tutte opere della storia avventurosa, passata di mano in mano, di paese in paese, per secoli sparite e ricomparse più volte, emigrate in Europa e Stati Uniti ed infine, meritoriamente, ritrovate ed acquisite dalla Banca Popolare di Vicenza, non per comporre una raccolta casuale, ma una collezione ragionata, che vuole ricostituire il clima artistico nel Veneto del primo Rinascimento. Una Madonna quattrocentesca, la "Madonna col Bambino" del Bonconsiglio, recuperata in Gran Bretagna sarà idealmente ricongiunta a due Santi che appartenevano alla sua stessa pala d'altare, datata 1497 , smembrata e dispersa dopo la caduta della Serenissima.

Con l'espandersi del Gruppo Banca Popolare di Vicenza, il progetto "Capolavori che ritornano" è stato esteso ai territori dove oggi è presente; in Toscana con la Cassa di Risparmio di Prato e in Sicilia con Banca Nuova.
La Collezione della Cariprato ha salvaguardato i capolavori di origine diversa databili dal Tre al Novecento.
In mostra, la delicata, bellissima Madonna di Filippo Lippi, pittore chiave del Rinascimento del quale il Vasari ha scritto: "introdusse negli altri artefici moderni il modo di dare grandezza alla maniera di oggi".  L' universo figurativo di Filippo Lippi rappresenta in pieno l'immagine stessa del 400 Toscano. Della collezione di Prato, negli spazi della Fondazione Memmo, anche "La Crocifissione" di Giovanni Bellini ed una emozionante e commovente "Incoronazione di spine" del Caravaggio. Accanto ai "Capolavori che ritornano" appartenenti al Gruppo Banca Popolare di Vicenza, esposte a Roma, opere provenienti da grandi musei italiani e stranieri per evidenziare il significato collezionistico e scientifico del "ritorno", mettendone in valore l'importanza del recupero che consente di reinserire un tessera e riaggregarla al tessuto di un mosaico, precedentemente compromesso per asportazione o mutilazione.

La mostra si impronta a criteri cronologici, i dipinti sono disposti per scuola e per datazione: dal Tre al Cinquecento toscano, dal Quattro al Cinquecento veneto. Il suggello del percorso espositivo sarà costituito dall'allestimento di una quadreria virtuale, relativo al Sei e al Settecento, per entrambe le aree veneta e toscana. Il metodo comparativo avrà qui suggestiva conferma soprattutto laddove si è riusciti a reperire e ad ottenere in prestito i disegni preparatori di alcuni importanti dipinti.
La degna conclusione del percorso troverà in opere dell'Ottocento e del primo Novecento, di particolare qualità e notorietà, una tappa assai suggestiva il cui preambolo sarà costituito da una sorte di pantheon di sculture in cui primeggeranno importanti marmi del Bartolini – più vicino al maestro tra gli allievi del Canova - presenti in copioso numero nella collezione di Cariprato – che avranno per controcanto un celebre busto di Calliope di Antonio Canova, proveniente da Palazzo Pitti.